Swing Time, di Zadie Smith

Danza, postcolonialismo e amicizie al femminile. Voto 9/10

Avvincente, variegato, al solito multiculturale: vabbè, Zadie Smith è sempre una garanzia. Anche stavolta si va sul sicuro con il romanzo di formazione di una ragazza anglo-giamaicana senza nome la cui madre è un’attivista femminista, la migliore amica una carismatica ballerina nata in un contesto sociale disagiato, e che finisce per lavorare per una popstar le cui buone ma vacue intenzioni filantropiche si scontrano con la ben più complessa realtà politica (e umana) internazionale.
Interessante anche la visione dell’Italia, dove la Smith ha vissuto, che ogni tanto viene citata come rotta alternativa scelta dai migranti del Gambia.

Se vi è piaciuto Denti bianchi (e se l’avete letto vi sarà sicuramente piaciuto), allora vi piacerà anche questo.
Pare che ne sarà tratto un film.

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3 thoughts on “Swing Time, di Zadie Smith

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  1. No non l’ho ancora letto, sembra simpatico. In questo di Zadie Smith ci sono parecchi spunti politici e sociali pur avendo una trama molto scorrevole: forse la mia definizione di “amicizia al femminile” potrebbe essere un po’ fuorviante

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  2. A mio giudizio ti stai ponendo un problema che non esiste: se il libro parla di amicizie al femminile, tu non hai fatto niente di male o di sbagliato a dirlo. Grazie per la risposta! 🙂

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