Il racconto dell’ancella, di Margaret Atwood

Femminismo fantascientifico in una dittatura religiosa e patriarcale. Voto 8/10

Per accrescere il tasso di natalità che rasenta lo zero in un regime totalitario e misogino, le donne fertili vengono usate come uteri in affitto in stile biblico à la Agar: questo è  il racconto della vita di una di loro e di come si possa fin troppo facilmente arrivare a questo tipo di società.

Ovviamente i debiti con la precedente letteratura distopica o veterofemminista sono parecchi: considerando però quanto presto invecchi il genere, si mantiene invece abbastanza bene per essere stato scritto nel 1985. La protagonista non ha particolari doti che la rendano un’eroina, al contrario della sua migliore amica: ma è proprio nel suo essere una donna qualsiasi tra tante che sta la maggiore drammaticità della trama. Certo il concetto che l’utero è mio e me lo gestisco io, cui mira dall’inizio alla fine, per quanto tuttora validissimo ormai risulta talmente scontato da essere datato. O piacerà molto, o darà ai nervi al lettore.

Finale aperto, per un lieto fine bisogna aspettare qualche secolo.

Ne sono stati tratti un film e una serie tv.

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