Cavie, di Chuck Palahniuk

Viscerale. Voto 8/10

La trama generale, per quanto particolare, non è particolarmente brillante, ma, un po’ come il Decameron, è solo la scusa per legare insieme delle novelle eterogenee raccontate dai protagonisti.
Una serie di racconti gustosissimi, in puro stile Palahniuk: ideale per chi non ha letto l’autore e vuole cominciare con qualcosa di non troppo complicato. Alcuni personaggi si ritroveranno poi citati in altre opere dello stesso autore.

Una specie di libro Cuore, insomma, ma se de Amicis colpisce all’organo cardiaco, Palahniuk punta decisamente all’intestino: Budella, il primo dei racconti, è nel suo genere un piccolo capolavoro.

Tanto per la cronaca, Palahniuk si pronuncia pɔːlənɪk, ovvero Paula-Nick.

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